Agenzia delle Entrate (depositphotos) – ilcorrierino.comPressione fiscale, se non hai presentato il documento entro il 5 marzo sono dolori, l’AdER non ammette deroghe.Il rapporto degli italiani con il fisco è sempre stato complicato.Le legge anti evasione e le accortezze per sfavorire questa pratica si sprecano.A quanto pare, comunque, non bastano mai, e tra gli evasori e chi non riesce a stare al passo coi conti, la situazione è disastrosa.Anche per questo motivo, il Governo pone, sì, norme severe per chi non paga, ma permette anche ai cittadini di regolare i conti senza grosse more: ecco come.Morosità con lo Stato: la data per la redenzione è ormai passata, paghi ogni centesimoQuest’anno i contribuenti hanno la possibilità di aderire al processo di rottamazione quater. Questo riguarda le cartelle esattoriali e la loro regolarizzazione da parte di chi è in debito con lo stato. Il Governo ha pensato la misura per l’estinzione dei debiti che vanno indietro persino fino al 2000, e raggiungono il 31 giugno 2022. Chi abbia un debito da assolvere in questo periodo dal punto di vista fiscale, può farlo in modo agevolato grazie alla rottamazione quater.Per aderirvi, è necessario fare domanda di riammissione alla rottamazione quater per i debiti decaduti entro il 30 aprile 2025, nuovo termine che è stato deciso (posticipandolo) solamente lo scorso 20 febbraio. Iscrivendosi alla rottamazione quater si ammette la propria volontà a pagare i debiti presenti con lo stato, pertanto il contribuente che si impegni in questo senso ha la possibilità di ripagare tutto con una serie di vantaggi. Allo stesso tempo, però, oltre a iscriversi è necessario che rispetti alcune scadenze. Tasse (pexels.com) – ilcorrierino.comTi sei perso questa data? Non c’è più molto da fare, perdi tutti i privilegi acquisitiPer mantenere i benefici ottenuti grazie alla rottamazione quater è necessario rispettare le seguenti scadenze entro le quali effettuare i pagamenti come riportato dalla stessa AdER. La prima scadenza era posta il 31 ottobre del 2023, quando chi volesse avrebbe potuto versare il denaro dovuto in una intera soluzione. Per chi, invece, aveva scelto la rateizzazione, le scadenze erano differenti.Nello specifico, le scadenze imposte erano le seguenti: prima rata entro il 31 ottobre 2023, seconda rata entro il 30 novembre 2023 e terza rata entro il 28 febbraio (date posticipate di diversi mesi); quarta rata entro il 31 maggio, con tolleranza fino al 5 giugno 2024; quinta rata entro il 15 settembre 2024; sesta rata entro il 30 novembre, con tolleranza fino al 9 dicembre 2024. Infine, la settima rata era dovuta entro il 28 febbraio 2025, ma la tolleranza posticipa la scadenza al 5 marzo 2025. Navigazione articoliFigli, Meloni supera se stessa: “vi giro un nuovo assegno da 3.600€” | Come richiedere il mega contributo statale Imposte, nuova stangata del governo: “Siete obesi, ora pagherete anche per bere”, da luglio la nuova nazi tassa al supermercato