Leggere con attenzione i documenti
Mano con lente di ingrandimento e coppia di anziani che legge dei documenti (Canva) Ilcorrierino.com

Occhio al tuo buono fruttifero: se c’è questa sigla stampata sopra, vuol dire solo una cosa e non puoi assolutamente ignorare tale clausola.

Il buono fruttifero, oggi come ieri, si conferma essere lo strumento più amato dagli italiani, per prendersi cura dei propri risparmi.

Anziché affidarsi a delle assicurazioni private, che potrebbero fallire da un momento all’altro, chi sceglie di mettere il proprio denaro nelle mani di Poste Italiane sa bene di avere la garanzia dello Stato.

Essendo un ente statale, quindi, la sicurezza ha tutt’altro spessore. Si tratta di un investimento sicuro, che non richiede alcun costo di apertura o di rimborso, e che garantisce un rendimento che cresce nel tempo.

Ma, se sul tuo bollettino è riportata una determinata sigla, come devi comportarti? Ecco qual è la clausola da tenere sott’occhio.

La sigla presente sulla maggior parte dei buoni

Se ti è capitato di trovare una sigla sul tuo bollettino, sappi che non sei l’unico. I buoni fruttiferi sono stati introdotti nel 1925 e sono stati un’ottima alternativa ai conti correnti bancari. I cittadini si sono sentiti invogliati a risparmiare, hanno avuto piacere nel farlo, perché consapevoli che, da lì a dieci anni o più, i loro risparmi sarebbe lievitati.

Così, ancora oggi, questo sistema viene adoperato da parecchie persone, che non hanno intenzione di investire il loro denaro in altro e preferiscono depositarlo in un posto sicuro, e farlo crescere. Se hai già avuto a che fare con i buoni fruttiferi, probabilmente, ti sarà capitato di imbatterti in una sigla, che avrà attirato la tua attenzione. Si tratta della clausola “Cpfr”. Quattro consonanti messe una accanto all’altra, che possono dire tutto e non dire niente. Per avere un quadro preciso di quello che è il tuo buono, però, è importante che tu ne comprenda e ne riconosca il significato.

Conservare il proprio denaro
Uomo che mette da parte i suoi risparmi (Canva) Ilcorrierino.com

La clausola che devi conoscere

La clausola “Cpfr” sta per “con pari facoltà di rimborso”. Ciò significa che, qualora il buono postale abbia più intestatari, tutti maggiorenni, ovviamente, ciascuno di essi può riscuoterlo, senza dover chiedere il consenso agli altri. Chiaramente, il buono fruttifero non si intesta alla prima persona che passa, ma è sempre buona abitudine prestare attenzione a coloro con cui si condividono queste tipologie di servizi. In genere, il buono rimane all’interno della stessa famiglia e gli intestatari possono essere genitori e figli, ad esempio.

Tuttavia, durante la sottoscrizione, si può chiedere l’esclusione di questa possibilità, così da obbligare ogni intestatario a prendere in considerazione anche gli altri, al momento della riscossione del buono. Qualora uno dei cointestatari passasse a miglior vita, gli altri possono comunque riscuotere il buono. Anche l’erede cointestatario del buono postale ha diritto a chiedere il rimborso e, laddove Poste Italiane dovesse rifiutarsi, questo può inviare un reclamo, specificando le sue motivazioni e allegando un documento d’identità. Se, dopo 60 giorni dall’invio del reclamo, non si riceve alcuna risposta, si può procedere con un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.